DONAZIONI EROGATE

Circa l'elargizione di fondi, nei primi anni di attività, risorse economiche permettendo, si sono distribuite "a pioggia" donazioni ad associazioni con pari scopo sociale delle somme di ammontare modesto. Purtroppo, però, il CDA ha rilevato che queste associazioni non presentavano alcun progetto normalmente finanziabile: si trattava sempre di "normali spese correnti" non meglio specificate.

A ciò si aggiunga, che è poco "regolare" (vedi EROGAZIONI e BENEFICENZA, più sopra) il "ritorno" riscontrato.

Inoltre, il pesante salasso generato nelle nostre risorse dalle spese per l'invio dello studio a poco più di 400 destinatari, (ed anche dal poco civile riscontro ottenuto, come se fossimo noi i debitori!) negli anni successivi a questa spedizione, non si sono fatte erogazioni per ovvie ragioni.

Nel 2007, rimpolpate le risorse, la fondazione ha accolto il progetto presentatoci da una associazione di volontariato: AmatAfrica, operante in Rwanda e ubicata nei nostri dintorni. Si trattava di un progetto per la ristrutturazione e ampliamento di una scuola per bambini sieropositivi e con genitori malati di Aids.

Il CDA ha ritenuto valido il progetto e lo ha finanziato in modo quasi indiretto.

Quasi indiretto perché, la Fondazione Insieme non potendo e non sapendo operare in questo campo, ha permesso a AmatAfrica di "stornare" i soldi necessari all'acquisto ed al trasporto Italia-Ruanda di due container pieni di materiali vari che erano stati precedentemente raccolti da AmatAfrica. Il costo di questo acquisto/trasporto è stato supportato direttamente da Fondazione Insieme.

In questo modo, la nostra indiretta donazione di 10.140 euro ha permesso l'acquisto ed il trasporto dei due container a nome di Fondazione Insieme. A sua volta AmatAfrica (ecco perché indiretta) ha potuto risparmiare sulla movimentazione dei container, destinando l'equivalente ammontare a finanziare quanto era stato da loro previsto per l'aiuto ai bambini e che noi abbiamo "indirettamente" finanziato.

Con questa sorta di "giroconto" abbiamo così rispettato anche la CARTA DELLA DONAZIONE della quale siamo soci e della quale rispettiamo i principi.

Ci pare di avere operato bene. A questo punto dobbiamo ringraziare il dott. Lido Stefani e la sua signora Anna Notini per averci aiutato in questo primo progetto.

Attraverso la donazione di Fondazione Insieme le suore italiane che gestiscono in loco la scuola, l'infermeria, il dormitorio per i bimbi, hanno potuto acquistare un piccolo bananeto confinante, al fine di allargare la costruzione esistente e fornire uno spazio di gioco ai bambini. È altrettanto ovvio che le suore ci hanno ringraziato ed invitato a visitare il complesso, anzi la loro superiora ci ha voluto conoscere personalmente per ringraziarci, in occasione di un viaggio da lei effettuato in Italia.

Ci auguriamo di poter continuare su questa strada.

Questo è un lavoro fatto dai bambini utilizzando delle striscioline di foglie di banano ed altre piante. Esse vengono incollate sul cartoncino, accostandole in modo tale da creare sfumature ed effetto tridimensionale, che questa rappresentazione non fa risaltare. Questo è uno dei biglietti di ringraziamento che abbiamo ricevuto.

Nel 2011 abbiamo erogato altri 2000 euro, attraverso la cortese intermediazione dell’amico dott. Lido Stefani, alla medesima organizzazione ruandese.

La risposta è stata molto gradita e calorosa.      
Alleghiamo copia e foto sia di Janette, sia dei bimbi che hanno goduto del nostro piccolo contributo.




 
Donazioni nel 2012 al Ruanda.

Il Dott.Lido Stefani e sua moglie Anna Notini sono appena tornati dal Ruanda e ci hanno comunicato quanto segue.
Sono inutili i commenti: le foto sono molto esplicite.

Ringraziamo gli amici Lido ed Anna.




PROGETTI CHE VORREMMO REALIZZARE, FINANZE PERMETTENDO:

In primis il sogno che seguiamo da sempre è quello di pianificare, di finanziare, di realizzare uno studio di ricerca psicologica molto profonda che tenti di descrivere e misurare gli effetti psicologici che si manifestano nei figli di separati / divorziati sotto i seguenti aspetti:

1_ per classi di età dei minori ed ex minori;
2_ associato al grado di istruzione, alla condizione professionale, all’età, sia della madre sia del padre;
3_ le tipologie di effetto psicologico individuate;
4_ l’esplicitazione dei motivi (ricerca motivazionale) che ha generato la rottura della coppia;
5_le azioni che potrebbero essere suggerite col fine di alleviare / rimuovere i danni causati ai figli.

Attendiamo volontari che si presentino, si organizzino in associazione, ci aiutino a raccogliere i fondi necessari a realizzare il progetto. Ciò ci darebbe uno stimolo in più per andare avanti.

In seconda battuta, continuare ad aggiornare gli studi basati su dati Istat che monitorano l’evoluzione del fenomeno –come già realizzati in passato.
Su questo aspetto non ci sono problemi: continueremo ad andare avanti come in passato. È però evidente che saremmo ben felici di operare insieme ad altri, anche con la prospettiva di passare la mano anche in vista della sempre più tenue "speranza di vita" del fondatore.

Infine, continuare ad informare mensilmente i nostri lettori circa, gli eventi, la cronaca, le leggi, le sentenze, gli studi approfonditi che appaiono sulla stampa nazionale ed internazionale.

Bene!, se siete d’accordo, dateci una mano.